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ArtCodex atelier del codice miniato

Regia Carmina di Convenevole da Prato

codice Royal 6 E IX (sec. XIV)
custodito presso la British Library - Londra, UK
british library london

British Library

Biografia di Roberto d'Angiò:

Roberto d'Angiò, re di Napoli e di Sicilia (1278-1343)
Terzogenito di Carlo II d'Angiò, nel 1309 eredita dal padre il Regno di Sicilia e tutti i domini mediterranei. Un impero conquistato dopo anni di lotte tra le grandi dinastie degli Angiò e degli Aragona. Roberto fu un sovrano illuminato e saggio, uomo di potere certo dedito al suo vasto dominio, ma anche uomo di pace, che coltivò per tutta la vita il sogno di una cristianità riconciliata. Durante il suo regno fece di Napoli la capitale con cui rimpiazzare Palermo, e la rese luogo di cultura e d'arte di prima grandezza.
Grande mecenate, accolse alla sua corte i più illustri artisti e scrittori dell'epoca.
Assunse la signoria di Firenze e della città di Prato, negli anni in cui impazzavano le lotte tra Guelfi e Ghibellini ed iniziavano i cruenti scontri tra fazioni cittadine. In questo contesto bellicoso, si rese necessaria la figura guida di un Podestà e Capitano del popolo, per gestire la giustizia e attenuare i dissidi: fu scelto il sovrano illuminato, Roberto d'Angiò.

Convenevole da Prato e Pacino da Buonaguida

Convenevole da Prato

L'autore, Convenevole da Prato, nacque a Prato tra il 1270 e il 1275. La sua fede ghibellina lo condusse all'esilio ad Avignone. Qui, sotto la protezione del cardinale Niccolò da Prato, esercitò la professione di notaio e, con maggiore continuità, l'insegnamento di grammatica, retorica e dialettica. Scrittore e poeta eclettico, irrequieto e di grande inventiva, divenne maestro e tutore di Francesco Petrarca, che lo rievoca spesso nelle sue lettere (nella Senile XVI, 1 e nella Posteritati). Dopo il periodo avignonese e dopo essersi separato dal suo discepolo, il maestro tornò nella sua città di Prato, in cui rimase fino alla sua morte, tra il 1337 e il 1338.

Pacino da Buonaguida

Il maestro Pacino da Buonguida, grande artista e miniatore, originario di Firenze e attivo nella prima metà del Trecento, è, insieme a Giotto e al Maestro di Santa Cecilia, una figura chiave per la svolta che questo periodo storico-artistico determinò nelle arti figurative. La sua produzione comprende pannelli di grande formato e miniature su ricchi manoscritti del primo Trecento, come i Regia Carmina di Convenevole da Prato.
La forte caratterizzazione dei volti e delle espressioni, nonché l'estrema accuratezza nella rappresentazione dei particolari, rende lo stile del Maestro unico ed estremamente all'avanguardia per l'epoca a cavallo tra Duecento e Trecento. Poche le testimonianze sulla sua storia personale così come sui suoi ultimi anni di attività, Pacino da Buonaguida rimane un miniatore dalla mano elegante e raffinata, un artista di grande spessore e innovazione.

Presentazione video del volume

Un'epoca di grandi conflitti

Gli anni tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo segnarono una fase cruciale nella grande lotta che le potenze della cristianità misero in atto per contendersi il dominio sul Mediterraneo e sul Regno dell'Italia meridionale.
Questi luoghi furono per decenni teatro di lotte interminabili tra le maggiori monarchie e repubbliche marinare europee.
Tra le città e i comuni della penisola italiana impazzavano lotte sanguinarie e cruente, le fazioni si orientavano sempre più all'irrigidimento ideologico e politico sulla tradizione popolare ed erano difficilmente disposte a cedere il campo agli avversari. Mancava un senso di ordine, di un'unica guida che potesse gestire la situazione ormai critica.

Un'opera alle radici della storia e della cultura italiana

Regia Carmina di Convenevole da Prato, dedicati a Roberto d'Angiò, Re di Napoli e di Sicilia.
Il codice trecentesco è uno dei più ricchi di miniature giunti fino ai giorni nostri, in perfetto stato di conservazione.
Il poema fu iniziato nel 1320 e la sua stesura durò piuttosto a lungo. Si tratta di un'opera notevole soprattutto dal punto di vista storico-culturale: testimonia un'età di crisi, in cui l'autore si fa interprete delle speranze del popolo della penisola italiana, deplorando l'ambizione e la corruzione, le discordie e le guerre fra le città e le signorie, la decadenza di Roma abbandonata dai Pontefici che risiedono ad Avignone. Il popolo vede in Roberto d'Angiò il salvatore e unificatore dell'Italia.
 
In versi latini strettamente connessi alle miniature, è rivolto al re di Napoli, Roberto d'Angiò, dalla città di Prato, che si era messa sotto la sua protezione, negli anni 1335-1340 circa. I versi, in parte esametri, in parte leonini, sono spesso oscuri. La maggior parte degli studiosi studiosi suggerisce che l'anonimo autore sia Convenevole da Prato, il tutore di Petrarca. Il soggetto del poema è il lamento dell'Italia che è stata privata della testa, cioè di un capo, con l'esilio di tre successivi occupanti del trono papale (Clemente V, Giovanni XXII e Benedetto XII; il poema dev'essere stato scritto durante la carica di quest'ultimo), e proprio attraverso qeusta supplica, l'autore vuole arrivare al sovrano illuminato, Roberto d'Angiò. All'interno dell'opera si intrecciano vari motivi iconografici e poetici: ripresa di forme classiche, bibliche e riferimenti a fatti contemporanei. Di grande qualità etico-politica, il testo è carico di simbologie, messaggi profetici e messianici, tutti raffigurati nelle elegantissime miniature, che per le loro dimensioni, risultano come veri e propri quadri su pergamena. La decorazione del miniatore, il maestro Pacino da Buonaguida, accompagna tutto il testo, presentando esempi di rara bellezza e profondità, sia nei colori che nella raffigurazione dei soggetti.

Il Manoscritto

Manoscritto di imponente formato, cm 35 x 49, in un'elegante legatura in pelle post-1600, con incisioni in foglia oro dello stemma della Royal Library, che racchiude un ricchissimo patrimonio di miniature.
Il codice, l'originale presentato a Roberto d'Angiò in persona, è ricco in tutte le sue componenti, dai colori vivaci e di forte impatto, all'oro che impreziosisce le pagine miniate. I motivi decorativi sono eleganti e di mano raffinata. Le grandi dimensioni rendono i Regia Carmina un'opera d'arte unica nel suo genere.

La Certificazione delle Lavorazioni

    ArtCodex® accompagna ogni sua edizione con una Certificazione di Garanzia e Autenticità delle lavorazioni che hanno portato alla realizzazione dell'opera. La certificazione riporta il titolo del codice, la sua collocazione e garantisce le lavorazioni utilizzate nel processo di riproduzione: dalla stesura dell'oro con il metodo brevettato ArtCodex®, alla legatura scientifica che segue fedelmente e attentamente la fascicolazione originale del codice, dalla cucitura della copertina eseguita rigorosamente a mano, all'invecchiamento della cartaPergamena® per renderla in tutto uguale alla pergamena animale. La firma dell'editore è sigillo di prestigio e autenticità delle opere ArtCodex.

Caratteristiche del facsimile

  • Riproduzione integrale in su cartaPergamena® del codice Royal 6 E IX della British Library di Londra, realizzata da ArtCodex®, l'Atelier del Codice Miniato.
  • Volume di formato cm 35 x 49
  • 30 carte (60 pagine) in carta Pergamena®
  • Eleganti miniature a tutta pagina e di grande formato del maestro miniatore Pacino da Buonaguida
  • Legatura interamente eseguita a mano, nel rispetto della profilatura delle pagine e della fogliazione
  • Copertina in pelle, di colore verde scuro, con impressioni a secco e in foglia oro
  • Tiratura limitata di 999 copie numerate e certificate. L'opera è custodita in un cofanetto che ne garantisce la perfetta conservazione e protezione
  • Volume di commentario a cura di un Comitato Scientifico, coordinato da esperti studiosi di storia della miniatura

La lamina color oro

La tecnica brevettata ArtCodex® di stesura della lamina color oro consiste nell'impiego della lamina color oro com'era in uso negli scriptoria medievali e consente di ottenere la riproduzione degli ori in rilievo, come se le miniature avessero subito l'invecchiamento che i secoli hanno causato alla pergamena. Ogni dettaglio viene riprodotto fedelmente, dalle lavorazioni a bulino ai disegni sull'oro, dagli splendori decorativi dell'oro polvere lavorato a pennello, alla doratura in foglia o lamina, fino ad ottenere l'effetto di un'armonica fusione cromatica tra i particolari dorati e gli elementi iconografici della miniatura.

Legatura e copertina

La legatura, eseguita in botteghe manifatturiere che ancora utilizzano il torchio manuale, si compone della cucitura a mano del capitello e dei fogli, nell'assoluto rispetto della bordatura e della fascicolazione del codice.
La preziosa copertina in pelle, con incisioni a secco e in foglia oro, viene invecchiata manualmente, attraverso particolari lavorazioni di patinatura.

La cartaPergamena®

La carta ricreata, denominata cartaPergamena® in seguito al brevetto che ArtCodex® ha messo a punto in numerosi anni di ricerca, viene prodotta da esperti cartai ed elaborata a seconda delle caratteristiche del codice originale; ogni foglio viene invecchiato manualmente affinché ognuno presenti i due diversi lati della pergamena ("lato pelo" e "lato carne"). Le carte del codice, impreziosite dalle decorazioni e dall'oro, sono infine pronte per essere profilate e rilegate.