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ArtCodex atelier del codice miniato

Libro d'Ore del Cardinale Carafa

ms. vat. lat. 9490 (XV sec)
custodito nella Biblioteca Apostolica Vaticana - Città del Vaticano
biblioteca Apostolica Vaticana

Biblioteca
Apostolica
Vaticana

Presentazione video del volume

Oliviero Carafa (Napoli 1430 – Roma 1511)
Nato a Torre del Greco nel 1430, nobile esponente della potente dinastia napoletana dei Carafa. È stato prima canonico, poi vescovo e arcivescovo di Napoli dal 1458 al 1484, presidente del Regio Consiglio. Nel 1467 viene eletto cardinale-presbitero da Papa Paolo II.
Nel 1472 è a capo della flotta pontificia, nella battaglia contro la città turca di Satalia, conquista la città di Smirne.
Notevole la sua carriera ecclesiastica, costellata di nomine prestigiose: 1479 decano del Sacro Collegio dei cardinali; dal 1485 al 1497 Abate dell’Abbazia della SS. Trinità de la Cava; 1503 vescovo di Ostia e vicario di Roma; membro illustre della commissione per la riforma della Chiesa e protettore dell’ordine dei Domenicani.
Grande amante delle arti, promuove lavori di artisti del calibro di Filippino Lippi, commissiona a Tommaso Malvito la Cappella del Succorpo di San Gennaro a Napoli per accogliere le reliquie del Santo; protettore e promotore di grandi letterati e filosofi.
Il Cardinale Oliviero Carafa muore a Roma il 19 gennaio 1511 all’età di 81 anni.
La Biblioteca Apostolica Vaticana
Alla metà del Quattrocento, dopo il rientro dei papi a Roma viene fissato l’inizio della storia moderna della Biblioteca Vaticana.
Fu Niccolò V (1447-1455) a decidere che i codici latini, greci ed ebraici fossero aperti alla consultazione e alla lettura degli eruditi. La biblioteca del tempo di Niccolò V era costituita da un’unica sala; il suo progetto fu completato e realizzato da Sisto IV (1471-1484), con una bolla (Ad decorem militantis Ecclesiae, 15 giugno 1475), la nomina di un bibliotecario (Bartolomeo Platina) e il sostegno economico necessario. La sede della nuova istituzione si collocava al pianterreno di un edificio già ristrutturato da Niccolò V; Sisto IV ne fece decorare le aule da alcuni dei migliori pittori del tempo.
Le aule erano quattro: Bibliotheca Latina, Bibliotheca Graeca, Bibliotheca Secreta (per manoscritti non a diretta disposizione dei lettori, ivi compresi alcuni codici di pregio) e Bibliotheca Pontificia (per gli archivi e i registri papali).
Nel XVI secolo con Gregorio XIII (1572-1585) si incominciò a separare il materiale archivistico, che successivamente venne a costituire la competenza di un’istituzione separata, l’Archivio Segreto Vaticano.
Tra il 1587 e il 1589 Sisto V (1585-1590) decise di far costruire una nuova sede per la Biblioteca: l'edificio, che ospita tuttora la Biblioteca, sorse sulle scale divisorie tra il Cortile del Belvedere e quello detto ora della Biblioteca. Nel piano più alto fu decorata la grande aula - Salone Sistino - lunga 70 metri e larga 15.
Caratteristico del secolo XVIII furono il sorgere e l'incremento nella Biblioteca Vaticana di collezioni antiquarie e artistiche. In primo luogo il Medagliere, inaugurato nel 1738 con l'acquisto della raccolta di medaglioni romani e greci del cardinale Alessandro Albani, allora la maggiore esistente dopo quella del re di Francia.
Nel 1798-1799 e nel 1809 Roma fu invasa e presa dalle armate francesi e poi napoleoniche. Questo portò a notevoli perdite, tra le quali quella pressoché totale del Medagliere fino a quel punto costituito.
Nel 1900 fu fondato il Laboratorio di restauro; nel 1902 fu acquistata la Biblioteca Barberini, insieme all’archivio annesso e alla scaffalatura lignea barocca che ospitava i volumi. Questa collezione di oltre 11.000 manoscritti latini, greci e orientali e di oltre 36.000 stampati costituì un notevole aumento della raccolta della Vaticana.
Durante la seconda guerra mondiale, la Biblioteca, che rimase chiusa dal 13 luglio 1943 al 2 ottobre 1944, ospitò varie collezioni librarie che correvano gravi pericoli di distruzione, tra le quali la biblioteca dell’Abbazia di Montecassino.
Al momento la Biblioteca Vaticana custodisce un ricchissimo patrimonio composto di circa 180.000 volumi (manoscritti e d’archivio), 1.600.000 libri stampati, più di 8.600 incunaboli, 300.000 tra monete e medaglie, 150.000 fra stampe, disegni e matrici, e oltre 150.000 fotografie.
Il Libro d'Ore del Cardinale Carafa
Il prezioso ed elegante libro d’Ore purpureo, appartenuto all’illustre Cardinale Oliviero Carafa, esponente della potente dinastia napoletana, protettore dell’ordine dei Domenicani

Capolavoro della miniatura di fine Quattrocento, conservato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, opera del celebre copista e artista Bartolomeo Sanvito.
Eleganti miniature in oro e argento su preziosa pergamena purpurea.

L’eleganza dei metalli preziosi assume un fascino intenso sulla pergamena color porpora

Prezioso libro d’ore, scritto a lettere d’oro e d’argento su pergamena purpurea, fu realizzato per il Cardinale Oliviero Carafa, la cui arme è dipinta al foglio 1r.
Scritto e miniato dal celebre copista Bartolomeo da San Vito, contiene 8 miniature a tutta pagina di altissimo pregio, decorate in oro e argento e colori preziosi.
Le iniziali decorate con motivi floreali e naturalistici, la decorazione dei bordi e l’elegante grafia del copista, unite alla particolare tinta color porpora della pergamena, rendono questo manoscritto uno dei libri d’ore più affascinanti e particolari al mondo.
Riproduzione integrale del codice Vat.lat.9490, Libro d’ore purpureo, conservato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana

Volume di formato cm 9x14
Pregiatissima coperta in pelle bianca
Dorso decorato in oro con segnatura di collocazione della Biblioteca Apostolica Vaticana

Pregiato ed elegante cofanetto rivestito in ecopelle porpora con stampa in oro a caldo, realizzato a mano da maestri artigiani, con interno in prezioso raso di seta color champagne.

Scheda tecnica

  • Riproduzione integrale in lamina e polvere color oro su cartaPergamena® del codice Vat. Lat. 9490, conservato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana
  • Volume di formato cm 9 x 14
  • 199 carte (398 pagine)
  • Pregiatissima copertina in pelle con impressioni in oro a caldo sul dorso
  • Legatura eseguita interamente a mano, nel rispetto della profilatura delle pagine e della fascicolazione del codice con guardie, risguardi e capitello
  • Pregiato cofanetto in ecopelle bianca con impressioni in oro a caldo, realizzato a mano da maestri artigiani, rivestito internamente in raso di seta
    color champagne.
  • Volume di commento a cura di studiosi della Biblioteca Apostolica Vaticana

La lamina e la polvere color oro

La decorazione in oro, resa con il sistema brevettato ArtCodex® di stesura della lamina e della polvere color oro, si presenta in rilievo come nel codice originale, come se avesse subito l'azione del tempo.
Ogni dettaglio viene riprodotto fedelmente, dalle lavorazioni a bulino ai disegni sull'oro, dall'oro polvere steso a pennello alla doratura con foglia oro: lo splendido effetto ottenuto è quello di un'armonica fusione cromatica tra i particolari in oro e i brillanti elementi iconografici delle miniature.

Legatura e copertina

Il processo di legatura dei codici viene realizzato utilizzando le consuetudini delle antiche legatorie artigianali. Le lavorazioni, eseguite in botteghe manifatturiere che ancora conservano l'antico torchio manuale, corrispondono alla cucitura a mano del capitello e dei fogli, nell'assoluto rispetto della profilatura delle pagine del manoscritto. Infine, la copertina viene riprodotta in facsimile rispettando rigorosamente tutte le caratteristiche dell'originale: ogni lavorazione viene eseguita a mano, rispettando la fogliazione del codice e utilizzando i materiali dell'epoca.

La cartaPergamena®

Il tipo di carta pergamenata impiegata, la cui peculiarità garantisce che ogni singolo foglio sia uguale all'originale, viene prodotta da una cartiera di fiducia: la carta Pergamena®, in seguito ad un trattamento di "invecchiamento", ricrea lo stesso effetto di movimento che il trascorrere del tempo ha provocato sull'originale. Il colore della pergamena viene poi fedelmente riprodotto in fase di stampa: ogni segno del tempo - quali pieghe, macchie e trasparenze - viene riproposto esattamente, concorrendo a donare al codice la stessa sensazione d'antico che caratterizza il manoscritto medievale.